Come vivere da pendolare senza rinunciare alla felicità

Come vivere da pendolare senza rinunciare alla felicità

“Il treno arriverà con 25 minuti di ritardo”.
Quante volte hai ascoltato questo genere di comunicazioni?

In Italia risulta che il 22% della popolazione impiega in media, ogni giorno, 72 minuti per andare a lavoro. Quella del pendolare è una vita faticosa fatta di lunghe attese, ritardi, scioperi, condizioni igieniche precarie e grande stress che sono all’ordine del giorno.
Non è impossibile, però, vivere da pendolare ed essere al tempo stesso felici, addirittura durante il tragitto verso l’ufficio, ecco qualche consiglio:

Musica: secondo diversi studi le musiche di Mozart e Bach attenuano l’ansia e rendono le persone meno inclini alla rabbia.

Organizzazione: il kit di sopravvivenza alla giornata è fondamentale. Sapere di avere con sè spazzolino e dentifricio, bottiglietta d’acqua, fazzoletti di carta, salviettine detergenti è un’idea rassicurante in caso di imprevisti.

Lettura: trova conforto nel “Manuale di sopravvivenza del pendolare”. Un viaggio che ha inizio sui treni della Fantomatica compagnia TreniNordItaliaDelloStato dove i pendolari affronteranno mille vicissitudini tra situazioni surreali.

Sii social: quale momento migliore per dedicarti alla tua vita sui social network se non il viaggio in treno. Segui Traindogs su Facebook, ti divertirai leggendo una sequenza di racconti di undici righe che arrivano solo durante i giorni feriali; l’autore è un pendolare sul treno Saronno – Milano Cadorna che riporta le sue riflessioni per passatempo e si è ritrovato ad essere un vero e proprio fenomeno mediatico.

Sii hi-tech: qual è il percorso migliore per raggiungere il centro città coi mezzi pubblici all’ora di punta? In questi casi ci aiutano una miriade di App dedicate a segnalare agli utenti un ritardo, una fermata affollata, la.

Socializza: iscriviti a social networks come Cityglance, il social per eccellenza dedicato ai pendolari che permette di fare conoscenze nelle metropolitane. Permettono di rintracciare quelle persone che si incrociano quotidianamente sui vagoni o sulla banchina della metro. Chissà, da cosa nasce cosa.

Buon viaggio e buon lavoro a tutti i pendolari d’Italia!

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