22 settembre 2009. Cadono le foglie e piovono critiche: viene varata la manovra di finanza pubblica per il 2010, più semplicemente nota come “la Finanziaria”.


Diciamolo pure: ogni Finanziaria che si rispetti riscuote sempre la sua brava dose di dissensi. Questa, però, pare aspirare al podio. Chi si aspettava ulteriori misure difensive dalla crisi si dichiara eufemisticamente sconcertato. Tre articoli, le consuete tabelle economiche e nulla di più. La nuova creatura del Ministro Tremonti altro non è se non un aggiornamento al 2012 della manovra triennale varata nel 2008. I punti più importanti sono i 693 milioni di euro stanziati per il rinnovo dei contratti pubblici e le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie estesi al 2012. Stop. Niente Mezzogiorno e niente Piccole e medie imprese.

 

Tremonti si giustifica dichiarando che per il momento sono sufficienti le misure anticrisi già varate: “non ci sono tasse, tagli, aggiunte. Scordatevi la Finanziaria vera e propria, non c'è più, ci saranno solo aggiustamenti a margine”.


Fra i più delusi c’è sicuramente Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, che ha fatto presente al Ministro la necessità di aumentare i fondi e le risorse per gli ammortizzatori sociali e che si rivela preoccupato che le misure avviate in precedenza vengano lasciate in uno stato ancora “grezzo”: che ne sarà di detassazione Tremonti-ter per le imprese, Basilea 2 (accesso allargato al credito bancario), moratoria sui debiti delle Pmi ed estensione dei finanziamenti per la Cassa integrazione?


In particolare, Galli fa notare come il fondo di garanzia per le Pmi (uno stanziamento che egli stesso ritiene pieno di positive potenzialità) stia funzionando e le richieste siano numerose, ma che d’altro canto degli 1,6 miliardi annunciati sono stati sbloccati solo 168 milioni. Auspica quindi che il resto degli stanziamenti vengano erogati nel corso del 2010. 


Auspica pure, Dottor Galli, ma ci sa tanto che anche la Finanziaria c’ andata in crisi.


Commenti

Paolo G.
(giovedì 22 ottobre 2009)
Giovani, che ne dite di parlare di meno e agire di più?
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