Inevitabilmente, a meno di non essere degli assoluti orsi sociali, accade: cambi luogo di lavoro ma i rapporti con i colleghi che un tempo vedevi tutti i giorni permangono intatti. Magari non proprio assidui, ecco, magari il legame con loro si fa più spirituale e meno fisico, però… c’è comunque.
Ecco, ieri sera c’è stata una di quelle cene fra ex colleghi che uno teme tanto, perché cadono sempre nel momento sbagliato, magari, visto che sono calibrate sugli orari di chi ha mantenuto il vecchio posto di lavoro, e anche perché, sotto sotto, si ha un po’ la sensazione di essere, che ne so, esclusi. Ci sono le nuove leve, quelle che hanno occupato il tuo posto magari, e fa sempre un po’ strano, no?
E insomma, quando vedi gli altri tutti insieme, sembra quasi di dover effettuare di nuovo la scelta che ha portato al cambiamento di posto di lavoro, a soppesare i nuovi colleghi confrontandoli ai vecchi, le abitudini consolidate del passato con quelle nuove che si stanno ancora formando e che tanto abitudinarie ancora non sono.
Tutto questo stato d’animo romantico si infrange come vetro quando cominciano gli aneddoti sui capi. Il capo che ha avuto una figlia continua a uscire alle quattro del pomeriggio per allattarla, benché sprovvisto delle ghiandole mammarie femminili? La capa femmina ha raggiunto la menopausa? E se sì, come vanno avanti le cose?
Basta respirare per appartenere a qualcosa.