Un momento simpatico nella vita di ogni ufficio che si rispetti è quello in cui, dopo un goduto weekend, il tuo sedere torna a posarsi sulla sua sedia d’elezione, davanti al suo computer, lo sterno appoggiato alla sua scrivania. E tu ti godi il treno in faccia dell’analfabetismo di ritorno di chi, in un paio di giorni beati, ha quasi dimenticato come si fa a lavorare, come si chiamano i clienti, dove accidenti sono finite le cartelle importanti.
Ci vuole calma zen. Un bel respiro. Un caffè propiziatorio alla macchinetta. E si ricomincia.
In capo a un paio d’ore tutto sembra riacquistare un senso, per quanto penoso. Sei al lavoro, hai un file aperto proprio davanti al naso e fuori il mondo è già produttivo. Una sbirciata a Facebook, se ce l’hai, ti convincerà del tutto: il lunedì è una tortura. C’è chi sa già quanti giorni mancano a Pasqua e quanti ponti ci saranno di qui al prossimo agosto. C’è il consueto contrasto tra chi conta solo i giorni feriali che lo separano dalle vacanze e chi ci mette in mezzo anche i sabati e le domeniche, che coi tempi che corrono si rischia di lavorare anche al weekend. Non scherziamo eh? Ci sono le valanghe di buoni propositi. Ci sono le offerte last minute online da spiluccare speranzosi. Ci sono troppe cose per uno che fino al giorno prima doveva solo capire se voleva un Daiquiri o una Caipiroska.
Ok: magari hai bisogno di un altro caffè. E stavolta vai al bar.