Guide all'acquisto & video - Antinfortunistica e Pronto Soccorso

Le aziende devono garantire a tutti i loro dipendenti la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro ed è per questo che lo stato italiano ha approvato svariate normative aventi lo scopo di regolare questo argomento. I principali decreti, per quanto riguarda la sicurezza e l’antinfortunistica, sono:

  • il decreto legislativo n° 626 del 1994, conosciuto come “legge 626
  • il decreto legislativo n° 81 del 2008, conosciuto come “T.U.S.L.” ovvero Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (scarica allegato: DL81_9-4-2008)

Parlando di “legge 626” si intende il decreto legislativo che raccoglie le direttive comunitarie in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro ed è la legge cardine sulla quale si basa la disciplina della medicina del lavoro. È una legge molto importante perché rende ufficiali anche in Italia le direttive della Comunità Europea in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro. Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro è invece il decreto legislativo che ha riformato, unito e armonizzato tutte le disposizioni dettate dalle numerose leggi e norme riguardanti la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro approvate negli anni precedenti (include anche la legge 626) e che fossero adattate ai nuovi metodi di gestione, organizzazione e svolgimento del lavoro. Attualmente, quindi, in ambito di sicurezza e salute sul posto di lavoro si fa riferimento al T.U.S.L.

Di seguito troverete un brave riassunto di due sezioni del T.U.S.L., entrambe riguardanti la sicurezza sul lavoro. La prima sezione sarà dedicata ai Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), necessari in luoghi di lavoro come i cantieri ad esempio, mentre nella seconda verranno spiegate le norme necessarie per la messa in sicurezza di postazioni videoterminali e quindi che riguardano luoghi di lavoro come come uffici e aziende.

La prima domanda quando si legge l’acronimo D.P.I. riguarda cosa si intende per Dispositivo di Protezione Individuale. Secondo il T.U.S.L., si intende per dispositivo di protezione individuale “qualsiasi attrezzatura destinate ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

I D.P.I. devono essere conformi alle norme di cui nel decreto legislativo del 4 dicembre 1992, n° 475, e sue successive modificazioni. I D.P.I. devono inoltre:

essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore,
essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro,
tenere conto delle esigente ergonomiche o di salute del lavoratore,
poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di mantenere i D.P.I. sempre in perfetta efficienza e di assicurarne le condizioni di igiene, si deve occupare di manutenzione ed eventuale sostituzione dei DPI se questi risultano usurati o non conformi alle norme di legge. Oltre a questo, il datore di lavoro deve spiegare in modo chiaro ed esaustivo ai lavoratori come utilizzare i DPI e da quali proteggono. I lavoratori, di rimando, devono provvedere alla cura dei D.P.I. messi a loro disposizione e non devono assolutamente apportarvi modifiche di loro iniziativa, inoltre devono segnalare al datore di lavoro ogni difetto o inconveniente rilevato sul D.P.I. per permetterne la riparazione o sostituzione.

Sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale i seguenti articoli:

Nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro è stato inserito un capitolo dedicato ai lavoratori che utilizzano i videoterminali durante l’orario di lavoro come strumento principale. Con il termine videoterminale, si intende: “uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato”. Nello specifico caso di un posto di lavoro con videoterminale si intende l’insieme che comprende videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché I‘ambiente di lavoro immediatamente circostante.

I lavoratori a videoterminale sono dunque tutti coloro che utilizzano un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali (dedotte le interruzioni di cui all’art.175) e quindi la maggior parte dei dipendenti di uffici e aziende. I diritti e i doveri di datore di lavoro e dipendenti, a questo punto, possono risultare molto interessanti da riassumere.

Obblighi per il datore di lavoro
Ovviamente il T.U.S.L. prevede che il datore di lavoro analizzi i posti di lavoro prestando particolare attenzione ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale e infine alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Alcuni dei prodotti che possono aiutare per rendere l’ambiente lavorativo a norma di legge, dunque, potrebbero essere i seguenti:

  • SEDIA ERGONOMICA
  • POGGIA POLSI
  • POGGIAPIEDI
  • SUPPORTI ERGONOMICI.

E per quanto riguarda il lavoratore, invece?
Com’è giusto che sia, anche il lavoratore ha degli obblighi nei confronti dell’attrezzatura che gli viene messa a disposizione: deve infatti provvedere alla cura della stessa e comunicare eventuali malfunzionamenti o problemi al datore di lavoro per permetterne la sostituzione o la manutenzione. Il lavoratore a videoterminale può vantare il seguente diritto: ha infatti diritto ad un’interruzione della sua attività lavorativa mediante pause o cambiamento di attività Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione del lavoro, il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

Il lavoratore è il fulcro attorno a cui tutto ruota, infatti il fine ultimo delle norme è quello di tutelare la sua salute e la sua sicurezza sul luogo di lavoro. Un importante aspetto introdotto dalla 626, e rimasto poi nelle leggi successive, è quello di non considerare il lavoratore in modo passivo, ma di investirlo direttamente di alcuni doveri e responsabilità nel quadro della sicurezza dei luoghi di lavoro.

E' UN DIRITTO del lavoratore:

  • verificare l'effettiva applicazione delle misure di prevenzione a tutela della salute, tramite il proprio rappresentante per la sicurezza;
  • prendere iniziative per evitare un pericolo grave ed immediato, fino all'abbandono del posto di lavoro;
  • ricevere adeguata formazione;
  • ottenere adeguate informazioni sul significato e i risultati degli accertamenti sanitari. Tutte le attività di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria sono a totale carico del datore di lavoro e devono essere svolte durante l'orario di lavoro.

E' UN DOVERE del lavoratore:

  • utilizzare correttamente, secondo le informazioni e la formazione ricevute, le macchine, le attrezzature e i materiali messi a disposizione.
  • servirsi correttamente dei mezzi di protezione individuale.
  • non manomettere i dispositivi di sicurezza montati sulle macchine e sugli impianti.
  • segnalare immediatamente al datore di lavoro o ai responsabili ogni situazione che presenti un pericolo grave per la sicurezza e la salute, nonché qualsiasi anomalia dei sistemi di protezione.
  • collaborare con il datore di lavoro e i servizi preposti per offrire un ambiente e condizioni di lavoro senza pericoli né rischi per la sicurezza e la salute.

In ogni azienda, e in ogni ufficio appartenente ad essa, per legge ci deve essere un kit di pronto soccorso (o un pacchetto di medicazione) per garantire a tutti i dipendenti di affrontare eventuali emergenze di primo soccorso. Due sono le normative principali che regolano la sicurezza e la salute sul posto di lavoro:

  • il Decreto Ministeriale n. 388 del 15 luglio 2003 (scarica allegato: DM388_15-07-2003)
  • il Decreto Legge n. 81 del 9 aprile 2008 (scarica allegato: DL81_09-04-2008)

Per la normativa che regola la presenza di un kit di Pronto Soccorso dobbiamo fare riferimento al primo allegato che trovate in questa guida e quindi al Decreto Ministeriale n. 388 del 15 luglio 2003; in questo DM dove trovano spazio le direttive ministeriali riguardanti la presenza del kit di Pronto Soccorso e vengono specificate le tipologie di kit necessarie a seconda del tipo di azienda, con il relativo contenuto previsto dalla legge. Di seguito potrete trovare un breve riassunto della normativa per aiutarvi a scegliere i prodotti più giusti per attrezzare il vostro ufficio con un kit di pronto soccorso ad hoc.

Individuate la tipologia della vostra azienda tra quelle indicate dal Decreto Ministeriale n. 388/03. Le aziende si dividono nei seguenti tipi:

  • GRUPPO A:
    I) aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
    II) aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale;
    III) aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.
  • GRUPPO B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
  • GRUPPO C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
    Una volta individuata la tipologia di azienda è necessario capire qual è il Kit di Pronto Soccorso migliore per le nostre esigenze: il kit deve adattarsi al numero di dipendenti e alla tipologia di azienda. Per quanto riguarda le aziende di tipo A e di tipo B sarà dunque necessario avere un Kit di Pronto Soccorso mentre per le aziende di tipo C (aziende e uffici con meno di 3 dipendenti) è sufficiente avere un Pacchetto di Medicazione.

Azienda di tipo A e B: cosa acquistare?

Se la vostra azienda fa parte della categoria A o B stabilita dal Decreto Ministeriale n. 388/03, per il vostro ufficio sarà necessario acquistare una Cassetta di Pronto Soccorso facendo attenzione al fatto che una singola cassetta supporta la “cura” di un numero determinato di persone quindi servono tante cassette quante sono necessarie a garantire soccorso e cure a tutte le persone che sono presenti in ufficio. Il contenuto minimo di ogni singola Cassetta di Pronto Soccorso dovrà essere questo:

  • Guanti sterili monouso (5 paia)
  • Mascherina con visiera paraschizzi (x 1)
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 lt. (x 1)
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro -0,9%) da 500 ml. (x 3)
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole. (x 10)
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole. (x 2)
  • Teli sterili monouso. (x 2)
  • Pinzette da medicazione sterili monouso. (x 2)
  • Confezione di rete elastica di misura media. (x 1)
  • Confezione di cotone idrofilo. (x 1)
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso. (x 2)
  • Rotoli di cerotto alti 2,5 cm. (x 2)
  • Un paio di forbici.
  • Laccio emostatico. (x 3)
  • Ghiaccio pronto all’uso. (x 2 confezioni)
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari. (x 2)
  • Termometro.
  • Apparecchio per la misura della pressione arteriosa.

Oltre alla cassetta di Pronto Soccorso è sempre necessario (e utile) avere un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, come un telefono cellulare o fisso.

Azienda di tipo C: cosa acquistare?

Se la vostra azienda fa parte della categoria C, invece, secondo il Decreto Ministeriale n. 388/03 nel vostro ufficio basterà avere a disposizione un Pacchetto di Medicazione contenente:

  • Guanti sterili monouso (2 paia).
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml .
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml.
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole .
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole .
  • Pinzette da medicazione sterili monouso.
  • Confezione di cotone idrofilo.
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso.
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5.
  • Rotolo di benda orlata alta 10 cm.
  • Un paio di forbici.
  • Un laccio emostatico.
  • Confezione di ghiaccio pronto uso.
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari.
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.

Oltre al Pacchetto di Medicazione, anche in questo caso, è sempre necessario (e utile) avere un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, come un telefono cellulare o fisso.

Ok, ho tutto il necessario... E adesso?

Dopo aver acquistato una cassetta di pronto soccorso o un pacchetto di medicazione bisogna seguire alcune regole per il corretto posizionamento e la manutenzione e gestione del materiale in essa contenuto. Per quel che riguarda il dove conservare il materiale per il pronto soccorso è bene tenere presente queste due disposizioni:

  • il materiale di pronto soccorso deve essere mantenuto in buono stato di pulizia, ripristinato dopo ogni utilizzo, conservato in una cassetta lavabile contrassegnata con una croce (rossa o verde), facilmente visibile e accessibile a chiunque
  • il numero di cassette da collocare e la loro posizione deve tenere conto della struttura architettonica dello stabilimento e del numero dei lavoratori presenti.

E’ opportuno che accanto alla cassette di pronto soccorso sia affisso bene in vista un elenco di numeri utili in caso di infortunio. Per la conservazione dei prodotti medicali contenuti nella cassetta di pronto soccorso e nel pacchetto di medicazione è bene controllare i presidi soggetti a scadenza ogni 6 mesi circa e rinnovarli qualora risultino scaduti e, inoltre, mano a mano che si utilizzano i prodotti (ad esempio, cerotti o ghiaccio istantaneo) sarà buona norma riacquistare il prodotto utilizzato per fare in modo che tutto rimanga pronto per essere utilizzato.

Prima di spiegarvi come utilizzare alcuni dei prodotti inseriti nella Cassetta di Pronto Soccorso e nel Pacchetto di Medicazione è bene ricordare alcune norme di conoscenza Primo soccorsocomune riguardati la medicazione delle ferite:

- il soccorritore deve lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione;
- in caso di mancanza di acqua, deve pulirsi le mani con del cotone idrofilo imbevuto di disinfettante;
- in generale, il primo intervento in caso di ferite, incidenti agli occhi o ustioni di piccola entità si attua ponendo la parte lesa sotto un getto di acqua corrente fredda.

Nel catalogo Euroffice è possibile trovare moltissimi nei prodotti necessari a completare il vostro Kit di Pronto Soccorso o il vostro Pacchetto di Medicazione; tutti i prodotti, come cerotti, disinfettante, garza, ghiaccio spray sono delle migliori marche per garantire una cura efficace e sicura della vostra persona. Potrete scegliere tra prodotti Nexcare, La Piacentina, Kimberly Clark e Braun. Vediamo ora come utilizzare al meglio i prodotti contenuti nella cassetta di pronto soccorso.

GUANTI STERILI MONOUSO
I guanti, in vinile o lattice, vanno indossati dal soccorritore dopo la detersione alle mani e prima di qualsiasi medicazione in cui si possa venire a contatto con il sangue dell’infortunato.

COMPRESSE DI GARZA STERILE
La garza sterile viene utilizzata per la pulizia e la disinfezione delle abrasioni e delle ferite e per coprire e medicare qualsiasi tipo di lesione. Queste garze vanno mantenute sterili (quelle contenute in confezioni già aperte non lo sono più!) ed é quindi opportuno manipolarle usando le pinze sterili monouso.

SOLUZIONE FISIOLOGICA
La soluzione fisiologica ha sostituito l’acqua ossigenata. Questo prodotto é utilizzato per la detersione meccanica delle ferite sporche di terriccio, ruggine o altro (es. irrigazione di ferite cutanee o mucose per allontanare i contaminanti).

DISINFETTANTE CUTANEO
La soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio (nome commerciale “BETADINE") é utilizzata per disinfettare ferite, abrasioni, punture di insetto ed escoriazioni. È un prodotto disinfettante efficace per applicazione cutanea diretta anche in presenza di ferite. È ben tollerato e poco irritante, possiede estesa efficacia battericida. Risulta l’unico disinfettante presente nel kit.

CEROTTI
I cerotti sono disponibili in varie misure e sono uno dei rimedi più adatti alle"ferite semplici". Nel catalogo Euroffice è possibile trovare cerotti idrorepellenti Nexcare adatti a qualsiasi tipo di pelle e cerotti vellutati Nexcare, adatti a pelli sensibili e facilmente irritabili. I cerotti migliori sono quelli altamente traspiranti e ipoallergenici.

PINZE STERILI MONOUSO
Vanno utilizzate ogni qualvolta si deve operare con materiale sterile. Per mantenere la sterilità occorre aver cura di aprire la confezione dal lato in cui si trova l’estremità saldata della pinza. Di questa, la parte che si può toccare con le mani è quella centrale zigrinata.

COTONE IDROFILO
Il cotone va utilizzato solo come materiale assorbente in caso di perdita abbondante di sangue, ponendolo sopra le garze. È importante non usarlo direttamente sulle ferite, perché può lasciare residui di filamenti di cotone.

RETE ELASTICA
Va applicata agli arti, al capo, torace, per fissare e mantenere la medicazione.

ROTOLO DI BENDE
E' utilizzato per fissare la medicazione dopo aver applicato la garza sterile su una ferita e come ausilio per una medicazione compressive in caso di sanguinamento abbondante. La benda va fermata con un pezzo di cerotto.

GHIACCIO PRONTO USO
Il ghiaccio istantaneo è un composto chimico ottenuto dalla miscela di due prodotti ed é utilizzato come il ghiaccio sulle lesioni, per diminuire il sanguinamento ed attenuare il dolore da edema (gonfiore). Va applicato direttamente sul trauma se la cute è integra; in casa contrario sulla medicazione. Esistono due tipi di ghiaccio pronto all'uso: il ghiaccio spray e il ghiaccio istantaneo in busta monouso.

TELI STERILI MONOUSO
Sostituiscono la coperta isotermica monouso. Sono teli che si utilizzano per far sdraiare la persona isolandola dal terreno o dall’ambiente sporco/contaminato. Possono essere utilizzati per avvolgere la parte. Vanno gettati dopo l’uso. Nei nuovi kit di pronto soccorso non é più prevista la coperta, presente nella vecchia dotazione, che si utilizzava per mantenere il calore corporeo in caso di infortunio grave, in attesa dell’ambulanza.

TERMOMETRO
Va accuratamente lavato dopo ogni utilizzo e conservato asciutto. In casodi imbrattamento con liquidi biologici occorre disinfettarlo. La valutazione della temperature cutanea e opportuna in situazioni di malessere, è spesso irrilevante in caso di emergenze da primo soccorso. Esistono moltissimi tipi di termometri per la temperatura corporea, nel nostro catalogo potete trovare il classico termometro elettronico e il termometro auricolare Braun.

LACCI EMOSTATICI
Vanno utilizzati solamente qualora non sia sufficiente la compressione manuale per controllare l’emorragia. Da utilizzare solo per "ferite gravi".

APPARECCHIO PER LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA
L'apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa (detto anche sfigmomanometro) un apparecchio di nuova introduzione nella dotazione della cassetta di PS. La diffusione di tali apparecchi adesso é maggiore che in passato. Si dimostranecessario in situazioni che coinvolgono persone ipertese che assumono farmaci ipotensivi. È generalmente indicato per controlli di uno stato di malessere, specie se transitorio. In situazioni estreme é poco pratico.

SACCHETTI MONOUSO PER RIFIUTI SANITARI
Concettualmente non sono diversi dai sacchetti per freezer utilizzati in cucina. Vi si immettono le eventuali garze o materiali contaminati da liquidi organici della persona soccorsa. Devono essere eliminati tramite la normale filiera dei rifiuti urbani, come succede in ambiente domestico, previa la loro raccolta in questi sacchetti richiudibili per evitarne l’incontrollato spandimento.